Come da tradizione anche quest’anno pubblichiamo le proiezioni stagionali per l’inverno
2017-18. Nell’evidenziare che una proiezione stagionale non ha alcuna valenza previsionale, e che la stessa assume esclusivamente una tendenza, auguriamo a tutti i nostri lettori una buona lettura.
La ricerca di alcune risposte stagionali non possono prescindere dal porre lo sguardo al periodo che va dalla fine della stagione estiva agli inizi di quella autunnale. Da queste valutazioni sono partiti i nostri studi.
La stagione invernale quest’anno potrebbe essere condizionata da un indice molto importante: la BDC (Brewer & Dobson Circulation). Il suddetto indice evidenzia il trasferimento dell’ozono dalla stratosfera equatoriale a quella polare. Tale meccanismo è stato particolarmente attivo.
Un cambiamento fondamentale rispetto agli ultimi anni è rappresentato da un indice climatico, la PDO (Pacific Decadel Oscillation) ovvero una sorta di NAO (North Atlantic Oscillation americana (lato pacifico) che ci sta indicando negli ultimi mesi una fase di calo.
In contemporanea avremo alte pressioni in slancio verso l’area Groenlandese ed un primo calo della NAO che si avvia a completare il suo passaggio in negativo. Questi indici ci fanno capire che si formeranno diversi blocchi di aria calda tra Islanda e Groenlandia.
PREVISIONI
PRIMA PARTE
La prima parte del mese di dicembre alternerà fasi fredde a momenti in cui prevarranno masse di aria più umida. Tale circolazione porterà anche neve sui rilievi appenninici e localmente a quote basse al nord. La presenza molto incisiva dell’onda pacifica (W1) non permetterà all’alta pressione azzorriana di interessarci stabilmente nel mediterraneo centrale. Questo prolungherebbe una fase che vedrà ancora protagonista un flusso di correnti provenienti dal nord-atlantico. Non escludiamo qualche sorpresa che possa portarci qualche infiltrazione di aria più fredda da nord-est.
Successivamente l’onda pacifica tenderà a mollare, e questo favorirebbe una fase interlocutoria che porterà un graduale miglioramento del tempo con una progressiva stabilità atmosferica.
La fase di rinforzo zonale, collegata all’indebolimento della prima onda (W1), potrebbe favorire, tra l’ultima parte di dicembre e la prima parte di gennaio, un colpo retrogrado, con i flussi di calore in riattivazione a cavallo con l’anno nuovo. Tale dinamica poi andrebbe, tramite riscaldamento della stratosfera entro la prima decade di gennaio, ad indebolire il Vortice Polare.
Intanto la QBO (Quasi Biennal Oscillation) viene vista passare completamente in negativo. Questo indice ci segnala la circolazione dei venti in stratosfera. Quando assume un valore negativo, significa che i venti spirano dai quadranti orientali verso quelli occidentali.
In virtù di quanto esposto possiamo ipotizzare che proprio fra gli ultimi giorni dell’anno e i primi dell’anno nuovo, la nostra penisola potrebbe essere raggiunta da correnti fredde che porteranno la neve anche a quote basse. Questa fase potrebbe prolungarsi fin verso la fine della prima decade di gennaio. Quindi una reiterazione del freddo e della neve che segnerebbe una fase decisamente invernale.
La fase appena descritta potrebbe risultare il clou della stagione invernale 2017-18. Pertanto verrà monitorata nei nostri appuntamenti settimanali.
SECONDA PARTE
Il prosieguo della stagione porterà una ripresa altopressoria che favorirà una tregua atmosferica. Quindi ci aspettiamo un periodo di stabilità con inversioni termiche e diffuse nebbie in pianura padana e nelle valli del centro-sud.
Intorno all’ultima settimana di gennaio, fin verso la prima parte di febbraio, il tempo tornerà a peggiorare. In questa fase tornerà la neve sui rilievi del centro-sud e successivamente anche sulle regioni del nord-Italia.
La parte finale del mese di febbraio dovrebbe concludersi con una generale ripresa delle temperature, con tempo sostanzialmente stabile. Vista la tempistica decisamente lunga, la seconda parte delle previsioni va sicuramente rivisitata al fine di renderla più affidabile. Pertanto entro la fine dell’anno contiamo di fare un opportuno aggiornamento.